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Dalla semplicità alle grandi cose
di Francesco Bononi

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L'esempio di Ernesto Olivero
ERNESTO OLIVERO: un esempio di come dalla semplicità possano nascere grandi cose. Timido, incapace di parlare alle persone, tutto avrebbe immaginato di fare nella vita meno quello che effettivamente sta facendo. Più che soffermarmi sulla sua vita di adesso, vorrei mettere in risalto l’inizio della sua “ascesa” e i sentimenti e le situazioni che lo hanno accompagnato quando la sua vita non era definita e di scelte ne aveva fatte ancora poche. La spiritualità: ogni idea, decisione, azione, parte dal profondo del nostro animo. È pertanto importante coltivare la propria vita interiore; per prima cosa, attraverso la preghiera personale quotidiana. A questo proposito Ernesto porta sempre con sé la Bibbia e il rosario per non dimenticarsi mai che è Dio l’artefice di tutto. La scelta: Ernesto faceva parte di diverse associazioni e gruppi di volontariato. Con il matrimonio, assieme alla moglie, ha deciso di dedicarsi ad una cosa soltanto: meglio, infatti, farne una e bene piuttosto che tante e meno bene. Questa scelta rappresenta una svolta, forse il primo passo verso l’arsenale della pace. Il coraggio: l’essere banchiere e avere una famiglia era poco, troppo poco per Ernesto. Cogliere gli input che gli venivano da dentro e lo stare attento ai segnali esterni lo hanno aiutato a prendere la strada giusta: se Dio gli ha dato tanto è perché tanto lui doveva donare agli altri. Ha agito preoccupandosi di fare una cosa giusta senza temere il giudizio d’altre persone. A nessun giovane è e sarà mai chiesto di diventare un nuovo Ernesto Olivero; a nessuno sarà mai chiesto d’essere o imitare qualcun altro: il compito di ognuno è infatti quello di essere sé stessi… come? Beh, adesso si può tirare in ballo Ernesto perché i punti fermi della sua vita possano essere validi per tutti: la spiritualità, la scelta, il coraggio. La spiritualità non è cosa che riguarda solo i cristiani ma è di tutti. La macchina ha bisogno della benzina per andare avanti, la pianta dell’acqua, così l’uomo ha bisogno di una vita interiore, spirituale, per crescere. Scegliere significa camminare, maturare, capire che al mondo ci sono tante cose belle ma che d’altronde non possiamo fare tutto noi; dobbiamo fare la nostra parte e bene e lasciare che gli altri facciano la loro. Il coraggio di inseguire i sogni che ognuno porta dentro, l’emergere dalla massa, scegliere e decidere ascoltando il proprio cuore senza indugiare. Pochi insegnamenti ma preziosi: se è riuscito a metterli in pratica un ragazzo timido e incapace di parlare alle persone, perché non dovremmo riuscirci noi che magari siamo meno timidi e più capaci di parlare alle persone? Francesco Bononi
[29/06/2003 16.45.17]

La mia esperienza
Ho un'esperienza di quasi 20 anni di utilizzo delle corriere extraurbane e posso dire che il loro standard è decisamente migliorato: aria condizionata, buona probabilità di sedersi; migliorabili ancora aspetti tipo il rapporto con i clienti, la precisione degli orari. Non ho invece grande esperienza con il trasporto urbano, però voglio portare la mia piccola esperienza grazie a due fatti recenti. 1) Poche settimane fa ho dovuto aspettare il Diretto Duomo dalle 13 alle 13:45: non invoglia certo a lasciare l'auto fuori città. 2) Domenica 15 maggio ho preso l'autobus diretto a Pontevigodarzere dalla stazione, circa alle ore 20, ed era strapieno. Se è così di domenica sera, non oso pensare come sia durante i giorni feriali. Come si fa, a queste condizioni, a convincere ulteriori padovani a non usare l'auto e montare in un mezzo già sovraffollato? Andrea
Scritto da:   [23/05/2005 21.32.30]

Possibile soluzione
Secondo me bisogna riportare al mercato anche il trasporto pubblico. Mi pare abbastanza evidente che l'attuale gestione (parlo in generale, per tutta Italia) sia a livelli scarsi. Il costo del biglietto potrebbe essere quello reale, non mantenuto basso per volontà politica e integrato con le tasse, in modo che si possano coprire tutti i costi e aumentare il livello del servizio. Perchè ciò avvenga, non ci potrebbe essere ovviamente il monopolio di un solo gestore, altrimenti a chi si rivolgerebbero coloro che ritenessero non corretto il rapporto costi / servizi? Penso a un qualcosa di simile a quello che è avvenuto nel campo della telefonia, dove si può scegliere la compagnia che ti offre il servizio migliore al costo giusto. Penso ad una direttrice sovraffolata, con utenti che rimangono a piedi, nella quale allora ci sarebbe l'interesse, da parte di un nuovo operatore, a istituire un servizio con i propri mezzi. Le Istituzioni Pubbliche dovrebbero, d'altra parte, vigilare incessantemente affinchè tutti rispettino le regole (sicurezza dei passeggeri, rispetto dei dipendenti...), in modo che non ci siano abusi. Certo una tale rivoluzione non è semplice e dovrebbe essere elaborata da esperti, non da me, la mia è solo una proposta a pensarci. Andrea
Scritto da:   [23/05/2005 21.39.05]


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